Archivio del 2019

L’Alberta eccelle nei risultati dell’ultimo test P.I.S.A.

18 Dicembre 2019, Luca Iacobellis

Gli studenti di Calgary sono i migliori nella Valutazione Internazionale dello Studente

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MB Scambi Culturali e il programma di Anno all’Estero a Calgary

Nella tabella vediamo i risultati dell’ultimo test PISA del 2018, che ha visto la partecipazione dei ragazzi di 72 paesi, sono stati resi noti la scorsa settimana. Il Responsabile del Board di Calgary, in Alberta, uno dei programmi di studio canadesi dove MB Scambi Culturali manda a studiare i suoi ragazzi, ci ha scritto sottolineando l’ottimo risultato conseguito nel Programma PISA dagli studenti di Calgary nei test di Reading, Mathematics, e Science. Gli studenti dell’Alberta hanno conseguito i risultati migliori con i punteggi più alti del Canada. MB Scambi Culturali ha creato un interessante programma di anno all’estero a Calgary, a cui tutti gli studenti possono aderire.

IL PROGRAMMA DI CALGARY

Saddledome_calgary_smallIl Programma per la valutazione internazionale dello studente (Programme for International Student Assessment, meglio noto come PISA) è un’indagine internazionale promossa dall’OCSE nata con lo scopo di valutare con periodicità triennale il livello di istruzione degli adolescenti dei principali paesi industrializzati. PISA è un progetto iniziato nel 2000 che è stato sviluppato collegialmente dai paesi partecipanti. L’indagine valuta in che misura gli allievi prossimi alla conclusione dell’obbligo scolastico hanno acquisito alcune delle conoscenze e delle abilità essenziali del loro corso di studi. Il Programma PISA esamina ciò che gli studenti sanno in lettura, matematica e scienze e cosa possono fare con ciò che sanno. Fornisce la valutazione internazionale più completa e rigorosa dei risultati di apprendimento degli studenti fino ad oggi. I risultati di PISA indicano la qualità e l’equità dei risultati di apprendimento raggiunti in tutto il mondo e consentono agli educatori e ai responsabili politici di apprendere dalle politiche e dalle pratiche applicate in altri paesi. Ogni studente partecipa ad un test scritto della durata di due ore. Una parte del test è sviluppata con domande a risposta multipla, un’altra parte – con domande a risposta aperta – richiede lo sviluppo autonomo di risposte personali. Gli studenti devono anche riempire un questionario sulle loro abitudini di studio, le loro motivazioni e il loro background familiare. I dirigenti scolastici a loro volta compilano un questionario che descrive l’organizzazione, la demografia ed il finanziamento dei loro istituti.
 

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Londra all’avanguardia: The Cube è l’edificio in legno più alto del Regno Unito

11 Dicembre 2019, Luca Iacobellis

Un progetto unico nel suo genere

the-cube-lamellare-dLondra è una delle più grandi metropoli europee e mondiali che ci ha spesso abituato all’avanguardia in molti campi. Uno di questi è senza dubbio l’edilizia, nella quale la capitale inglese si dimostra ancora una volta al passo coi tempi. Edifici sempre più grandi, sempre più alti, svettano sulle città di tutto il mondo nella loro lignea eleganza: a Londra, nel quartiere di Hackney è sorto l’edificio in legno lamellare più alto del Regno Unito, e tra i più alti in Europa.
Frutto della progettazione dello studio Hawkins/Brown, lo scheletro della struttura, chiamata The Cube e alta 33 metri, si compone di cemento e acciaio, mentre l’intero edificio è realizzato in legno. 50 appartamenti per un totale di 6760 metri quadrati, distribuiti in modo che ogni nucleo abitativo goda di luce naturale e disponga di un generoso terrazzo.
the-cube-lamellare-bThe Cube ha infatti una forma particolare: ogni livello, costruito con moduli prefabbricati e assemblati in loco, ha la forma di una croce, che tra un piano e l’altro viene ruotata di pochi gradi. In questo modo la planimetria complessiva risulta una crucifera sfasata, espediente che permette ad ogni appartamento di essere esposto godendo di una visuale sul canale ad ovest o sul parco sottostante. Al piano terra sono stati ricavati degli spazi commerciali. A completare l’originale impatto visivo, una griglia in mattoni neri avvolge alcune parti dell’edificio, conferendo un carattere metropolitano alla struttura e inserendola meglio nel contesto urbano in cui sorge.

Studia a Londra il tuo Anno scolastico all’Estero

ashbourne3Potrai ammirare il Cube e altri edifici dal design all’avanguardia durante il tuo Anno Scolastico a Londra. Se l’architettura avveneristica della capitale inglese ti fa impazzire puoi coniugare questo aspetto a quello dello studio della lingua Inglese in uno dei College più importanti, partner di MB. In questo video vi portiamo in tour guidato al suo interno. La scuola è situata in pieno centro e vicinissima a tutte le maggiori attrazioni di Londra. Potrai seguire 3 o 4 corsi di A level a tua scelta secondo la tua scuola di provenienza.

GUARDA IL VIDEO

ashbourne 978558Si tratta di un College indipendente e privato situato nel cuore di Londra, vicino a Kensington Palace e Hyde Park, fondato nel 1981 dal suo attuale preside Michael Kirby. E’ uno dei migliori college di Londra per lo studio degli A levels, requisito fondamentale per lo studio universitario nel sistema britannico. Offre oltre 30 materie a livello A-Level, in un’atmosfera informale ed amichevole, con numerose attività extra-curricolari e standard accademici molto elevati. In questo College vengono preparati molti studenti inglesi ed internazionali che desiderano frequentare l’Università nel Regno Unito, anche le più prestigiose come Oxford e Cambridge.

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Thanksgivin Day a stelle e strisce: il Ringraziamento negli States

28 Novembre 2019, Luca Iacobellis

Thanksgiving Day negli Stati Uniti

thanksgivin dayOggi è il Thanksgivin Day negli Stati Uniti, la Festa del Ringraziamento. Il Giorno del Ringraziamento, in inglese ‘Thanksgiving Day’, è una delle feste più amate in Nord America. Fatta risalire alla metà del XVII secolo, la ricorrenza oggi ha perso gran parte dei significati cristiani delle origini ed è diventata l’occasione per le famiglie statunitensi e canadesi per riunirsi e ringraziare per ciò che si ha. La festa cade tradizionalmente il quarto giovedì di novembre negli Stati Uniti, quindi oggi, e come sempre non potrà mancare sulle tavole il popolare tacchino ripieno. Abbiamo già parlato della differenza tra il Ringraziamento americano e quello canadese.

Le origini cristiane

Secondo la tradizione, il Giorno del Ringraziamento ha origine nel 1621 nella città di Plymouth, nel Massachusetts per volere dei Padri Pellegrini. Le prime documentazioni però risalgono a due anni più tardi, nel 1623, quando da diverse fonti risulta che il governatore della colonia fondata a Plymouth, William Bradford, istituì una giornata in cui tutti i membri della comunità dovevano rendere grazie a Dio per tutte le sue benedizioni.

Approvazione del Congresso nel 1941

Le festa divenne ancora più nota quando, nel 1863, nel bel mezzo della guerra di secessione, Abramo Lincoln proclamò la celebrazione del giorno del Ringraziamento. In quell’occasione la ricorrenza cominciò ad assumere una valenza civica, spogliandosi delle sue origini cristiane. La definitiva consacrazione del Thanksgiving risale alla metà del secolo scorso, quando presidente Franklin Roosevelt ne propose l’istituzione, che venne approvata dal Congresso nel 1941.
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MB Scambi Culturali: un percorso formativo tutto da scoprire

27 Novembre 2019, Luca Iacobellis

Una metodologia di apprendimento linguistico 

IMG_3305_small 360Da quasi 30 anni nel campo della formazione linguistica MB Scambi Culturali porta avanti una filosofia legata all’ apprendimento linguistico che ha avuto molta fortuna tra i migliaia di studenti e non che hanno partecipato ai suoi programmi.

Qual è questa metodologia di apprendimento linguistico?

Per MB Scambi Culturali è possibile imparare una lingua straniera seguendo dei corsi estivi all’estero o comunque dedicando solo una parte dell’anno a questa esperienza. Le ore dedicate alle lingue straniere nelle scuole italiane sono insufficienti e spesso gli insegnanti che le tengono non sono madrelingua. Come permettere allora ad un ragazzo di imparare al meglio? Donandogli l’opportunità di vivere un corso di lingua straniera all’estero: in questo contesto l’efficacia dell’apprendimento è data da una full immersion di ore di lezione con professori madrelingua oltre che dalla possibilità di relazionarsi in lingua straniera con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. Imparare una nuova lingua diventa così un percorso di formazione più completo che investe le abilità professionali ma anche personali: i ragazzi vengono infatti educati alla multiculturalità e iniziano ad imparare a cavarsela da soli. E se credete che l’investimento finanziario possa essere troppo oneroso ricordate che si tratta invece di una grande opportunità per i vostri figli. Vi regaliamo un altro piccolo suggerimento. Durante il primo corso di lingua all’estero, i ragazzi possono crearsi una rete di conoscenze grazie alla quale, negli anni successivi, potranno tornare senza spendere troppo: è importante, soprattutto a livello educativo, mantenere rapporti con le famiglie ospitanti e con gli amici conosciuti e scambiare ad esempio soggiorni; conoscere gente nuova può anche aiutare a tornare all’estero trovando un lavoro con il quale pagare una parte del corso di lingua che si vuole seguire.

Il percorso formativo di MB Scambi Culturali

Il consiglio è quello di iniziare intorno agli 8 anni. È possibile scegliere l’MB International Summercamp, per ragazzi dagli 8 ai 15 e dai 16 ai 20 anni. Altra valida opzione dagli 11 anni è continuare con dei soggiorni estivi di gruppo con accompagnatore: i ragazzi seguono dei corsi in college e sono supervisionati durante tutte le attività. Dai 13 ai 15 anni MB Scambi Culturali propone dei soggiorni estivi in famiglia: si tratta di un’esperienza più intensa e quindi anche più efficace. Anche in questo caso i ragazzi sono supervisionati da un accompagnatore che segue i ragazzi in tutte le attività extra-scolastiche e organizza loro le giornate libere visto che i minorenni non sono autorizzati ad uscire da soli.

Anno scolastico all'esteroPer ragazzi di 16-17 anni MB Scambi Culturali propone invece dei corsi di lingua inglese, tedesca, francese e spagnola: sono partenze individuali o summer camp estivi verso varie destinazioni quali Irlanda, Inghilterra, Canada o Stati Uniti. Dai 18 anni in su i ragazzi sono giunti all’età giusta per trascorrere un trimestre o un anno scolastico all’estero (lingua inglese, tedesca e francese): si tratta di un’esperienza formativa a 360 gradi perché offre benefici professionali e personali fondamentali. Chi sta seguendo l’università può invece scegliere di seguire un corso presso un’università estera, una summer session o certificati brevi di specializzazione da 4 mesi ad 1 anno.

E per chi non è più studente?

MB Scambi Culturali propone diverse opportunità di scelta in base alle esigenze e al livello di conoscenza della lingua straniera. Ci sono corsi da 1 a 6 mesi per poi conseguire gli esami riconosciuti (Cambridge, Toefl, Dele, Delf, Goethe) oppure corsi da 3 a 9 mesi per approfondire la lingua nei campi del marketing, del turismo, dell’informatica e del business. Chi preferisce lavorare all’estero può associare ai corsi lavori nel campo della ristorazione per 4 mesi sia in Inghilterra che in Irlanda oppure optare per un soggiorno alla pari presso famiglie ospitanti. È possibile anche seguire uno stage aziendale durante il corso: le mete tra le quali scegliere sono Inghilterra, Irlanda, Spagna, Germania, Francia, Canada e Australia. Chi vuole continuare a specializzarsi ha la possibilità invece di seguire master e dottorati all’estero mentre chi preferisce vivere un’esperienza più completa può optare per un corso di lingua affiancato da un contratto di lavoro professionale retribuito: questa seconda ipotesi è riservata a laureati con almeno un anno di esperienza lavorativa anche come stage.

Dai 30 ai 50 anni MB Scambi Culturali offre la possibilità di seguire Corsi executive in minigruppo a Londra e in altre destinazioni o corsi più specializzati per approfondire la lingua medica, commerciale, legale, tecnica e turistica. Ma perché fermarsi? Per imparare una lingua straniera non è mai troppo tardi. Chi allora è curioso o vuole aggiungere alle proprie competenze una nuova lingua straniera può seguire i Golden Age courses in Irlanda, Inghilterra e Malta oppure corsi estivi in Inghilterra e Germania dedicati ai propri interessi che possono spaziare dal giardinaggio alla letteratura passando per arte, storia, musica. La scelta è veramente ampia e potrà essere la più adatta alla vostra età. 
 

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Anno Scolastico in Canada: emozioni e aspettative prima di partire

20 Novembre 2019, Luca Iacobellis

L’anno scolastico in Canada di Ilaria:
i suoi primi 3 mesi, emozioni e stati d’animo 

Ilaria anno scolastico canadaDa pochissimo anche la nostra Ilaria ha lanciato il suo canale YouTube, dove terrà delle video pillole raccontando la sua esperienza di exchange student in Canada a New Westminster. Troverete tutti i suoi video qui

Come è nata l’idea di questa
esperienza?

Ho deciso di fare questa esperienza quando avevo 16 anni e ho iniziato a dire ai miei genitori “Andrò all’università, in un altro paese”. Ricordo mia nonna che mi disse “Ma chi si prenderà cura di me?” 
Ne ho parlato anche con i miei compagni di classe, e dovevo decidere con quale agenzia andare. Ho scelto MB, ho chiamato e ho preso appuntamento con Michela – quel giorno ero superfelice! Mi chiese se avevo già un’idea su dove andare, le ho detto subito che pensavo già all’anno intero, come tempo da trascorrere. Il “dove” non lo conoscevo esattamente, ma sapevo che volevo volare sopra l’oceano. Mi ha parlato bene del Canada, in base alla sua esperienza un paese migliore degli Stati Uniti per l anno scolastico all’estero, mi ha dato il booklet con tutti i programmi, da Vancouver, a Burnaby, Langley, ..fino a New Westminster, dove sono ora.

Ricordi ancora la tua partenza?

All’inizio ero davvero super contenta, l’avrei voluto dire a chiunque che sarei volata in Canada per un anno, non stavo nella pelle; ma poi non l ho detto a nessuno perchè avevo paura fosse un sogno e non si avverasse! Ho iniziato a parlarne con i miei amici quanto mi sono avvicinata alla partenza e tutto è diventato più reale. Tutte le varie carte da compilare, tantissime, ma ne è valsa veramente la pena. Alla partenza avevo tanta paura che mi capitasse come quando sono andata in Spagna a febbraio, quando ero talmente stanca quando sono arrivata che mi dimenticavo le cose! Avevo paura mi capitasse anche una volta arrivata in Canada, ma fortunatamente non è successo perchè quando sono arrivata ho iniziato a parlare come fosse la mia prima lingua, ed era tutto un po’ un “Oh my gosh”!

I miei genitori prima della partenza: mio papà mi chiedeva spesso “sei sicura di voler partire, di voler andare così lontana..?”, ed io “si assolutamente si”, mentre mia mamma era molto più rilassata e mi diceva “devo prenderti un po’ di soldi dalla banca e poi ti mando via!”. Quando l ho detto ai miei amici che partivo erano molto felici per me ma anche parecchio tristi. Ora che sono qui riconosco che gli amici che più erano interessati a me sono anche quelli che più mi messaggiano e mi chiedono come sto, e questo mi è servito per lasciare indietro tutte le persone che non erano davvero “amici”. Quando l ho detto al mio ragazzo è stata dura, era in ottobre, lui era in Germania, ed è stato triste, perciò per un po’ di mesi è stato un taboo solo parlarne. Ma poi le cose sono cambiate e migliorate tra noi. Prima della mia partenza ero nervosa e avevo un po’ d’ansia, “come farò a portare all’estero tutte le mie cose”..”cosa accadrà qui senza di me..” ero un po’ insicura, pensavo ok le persone potranno vivere senza di me, ma non ero sicura che anche io sarei riuscita a vivere senza le persone a cui più volevo bene.

La preparazione è stata un incubo, per riuscire a mettere tutto quello che volevo portare via in valigia, a esempio. All’aeroporto a Venezia era un po’ surreale, ancora non ci credevo. Durante la partenza ho pianto molte volte. Ero lì con la mia famiglia e il mio ragazzo. I miei fratelli, che mi avevano detto “non ti aspettare che piangeremo anche noi”, alla fine si lasciarono sfuggire qualche lacrimuccia anche loro.

Le tue prime impressioni una volta arrivata?

All arrivo a Montreal “Oh mio dio dove devo andare ora”. Ho seguito le persone e i cartelli, le mie valigie non arrivavano e mi sono un po’ spaventata ma alla fine tutto è andato per il verso giusto ed ho incontrato la mia host family. Già dall’arrivo a New Westminster volevo farmi degli amici, non volevo starmene da sola. Ho rotto il ghiaccio grazie alla mia host mum che mi ha detto che mi avrebbe accompagnata a scuola un’altra exchange student, spagnola, ed ero contenta perchè conosco lo spagnolo! Arrivati a scuola ci hanno divisi per paese, all inizio ero arrabbiata perchè non volevo stare con altri italiani, vi voglio bene ma pensavo:”se voglio parlare con messicani, o con giapponesi, devo farlo in inglese”. Subito ho conosciuto Victoria e altri canadesi e sono stata subito felice.

Quali sono le tue aspettative da questa esperienza?

Le mie aspettative da questa esperienza sono di crescere come persona, essere una nuova Ilaria. Sto costruendo il mio futuro, la persona che voglio essere. Perciò sono molto felice. Anche migliorare il mio livello di inglese è una mia aspettativa, ma per prima cosa vorrei crescere come persona. 
Come mi trovo ora? Sono passati 3 mesi, sono felice, mi manca casa, non il luogo ma le persone, i miei amici, la mia famiglia, il mio ragazzo, e se potessi li porterei tutti qui con me perchè non vorrei tornare indietro, mi trovo molto bene e sono felice. Se consiglierei questa esperienza ad altri? certo che sì, se qualcuno ha l’idea di farla direi “vai e buttati”. 

Ilaria

 

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Anno Scolastico all’Estero: Stati Uniti primo paese di destinazione

12 Novembre 2019, Luca Iacobellis

Anno Scolastico all’Estero:
Stati Uniti primo paese di destinazione

anno scolastico all'esteroMB Scambi Culturali si prefigge di conciliare il valore dello scambio culturale con l’importanza dell’aspetto linguistico di questa esperienza, dando ai ragazzi la possibilità di trascorrere fino a un anno scolastico negli Stati Uniti studiando in un paese dove la lingua parlata è la lingua madre. Gli Stati Uniti non possiedono un sistema scolastico nazionale ma decentralizzato, che affida piena autonomia ai singoli Stati.

Il quadro generale in cui si inserisce l’anno scolastico all’estero è tracciato nel Rapporto 2019 di una nota società che ha studiato il fenomeno, e i risultati sono stati interessanti: sempre più scuole mandano i ragazzi – oggi sono 10.200, +38% rispetto al 2016, ma soprattutto +191% sul 2009) – a studiare oltreconfine, e il primo paese di destinazione è proprio gli Stati Uniti (24%) seguito da Spagna (11%), Regno Unito (10%) e Canada (7%). A partire sono soprattutto le ragazze (61%), che provengono in prevalenza dai Licei (74%, +4% dal 2016), ma anche da Istituti Tecnici (30,7%+7%), e Professionali (27%, +12%).

 

Novembre è il mese del Programma Exchange negli Stati Uniti

Il Programma Exchange (Academic Year in America) è un programma creato nel 1950 da alcune fondazioni americane per dare la possibilità ai ragazzi di frequentare un anno scolastico negli Stati Uniti. L’ Academic Year in America è stato riconosciuto dalla United States Information Agency (USIA) come programma di scambio culturale, ed ha come caratteristica principale la possibilità di essere inseriti in qualsiasi Stato del Paese. Tuttavia è anche possibile indicare una preferenza per alcuni Stati.

Per vivere l’esperienza di un periodo di studi negli Stati Uniti il Programma Exchange è una scelta molto indicata perché permette una full immersion totale davvero made in USA. L’elemento fondamentale è la famiglia volontaria in cui il ragazzo viene inserito, che viene attentamente selezionata in base alle caratteristiche del candidato. La ricerca della famiglia ideale per trascorrere l’esperienza di exchange student è fondamentale. Il programma per studiare in America può essere semestrale o annuale. Ogni High School americana segue da vicino i progressi didattici del ragazzo e l’organizzazione americana invia un report per ogni studente riguardante l’andamento scolastico e il grado di adattamento nella host family.

Novembre è un mese da non lasciarsi sfuggire. L’obiettivo di MB è dare ai ragazzi un’esperienza che possa far loro vivere la vera esperienza americana. Trovi qui maggiori informazioni .

 

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La festa di Halloween nel mondo

31 Ottobre 2019, Luca Iacobellis

Nel mondo si festeggia Halloween. Le origini celtiche 

halloweenAll Hallows’ Eve è l’espressione da cui nasce la più conosciuta Halloween, che significa quindi vigilia di Ognissanti.
Halloween come festività ha origini celtiche ed è celebrata ogni anno la notte del 31 Ottobre. Festeggiata come usanza negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in Gran Bretagna, sono molti i paesi nel mondo che oggi la festeggiano. La cultura celtica quindi abbraccia questa ricorrenza. Questo perchè il 31 ottobre questa cultura celebrava la fine dell’anno e successivamente, il 1° giorno di Novembre, il Capodanno. Da popolo di buoni contadini quali erano festeggiavano con la fine di ottobre la fine dell’estate e dei raccolti, e si preparavano a rinchiudere il bestiame e ad iniziare un periodo di riposo e celebrazioni per la conclusione del raccolto. Da tradizione la fine del raccolto era motivo di festeggiamento per tutti, anche per gli spiriti. Per questo si dice che nella notte dei festeggiamenti di Halloween, il 31 ottobre, gli spiriti possano ancora vagare sulla terra e divertirsi mischiandosi tra gli uomini viventi.

 

La leggenda di Jack o’ Lantern e il patto col Diavolo

halloweenLa festa di Halloween porta quindi con sé una simbologia legata alla morte, agli spiriti, all’occulto e ai mostri, di cui è tipico il simbolo della zucca intagliata: questa usanza deriva anch’essa da una tradizione, una leggenda che narra del personaggio di Jack-o’-lantern. La storia racconta di Jack, vecchio fabbro irlandese, ubriacone e avaro, che la sera di Halloween incontra in una birreria il diavolo che pretende la sua anima. Jack, fingendo di arrendersi al suo volere, chiede al diavolo un boccale di birra come ultimo desiderio: il diavolo, non avendo soldi, si trasforma in una moneta per pagare la consumazione; Jack mette subito in tasca la moneta accanto ad una croce d’argento, così da impedire al diavolo di tornare alle sue sembianze malefiche e chiede di stipulare un nuovo patto: lo avrebbe lasciato andare se lui, per 10 anni, non fosse tornato a reclamare la sua anima e il diavolo accetta. Trascorsi i 10 anni, il diavolo si ripresenta alla sua porta ma il vecchio Jack, sempre con uno stratagemma, riesce di nuovo a sottrarsi alla morte chiedendo al diavolo di non cercarlo più. Infine, dopo una vita di peccati e di eccessi, Jack muore e non viene accettato in Paradiso: Jack si spinge allora all’inferno ma nemmeno il diavolo, offeso dalla sua furbizia, lo accetta nel regno degli Inferi e lo scaccia tirandogli addosso un tizzone infernale ardente. Ancora una volta, Jack riesce a cavarsela utilizzando il tizzone per ritrovare la strada della salvezza e, affinché non si spegnesse col vento, lo mette nella rapa che stava mangiando. Si dice che, da quel momento, l’anima di Jack vaghi senza pace con la sua lanterna – ecco spiegato perché Jack-o’-lantern – in attesa del giorno del Giudizio.


Una leggenda portata nel mondo

Quando gli irlandesi abbandonarono il loro paese per trovare fortuna in America portarono con sé questa leggenda e, siccome le rape non erano così diffuse, vennero sostituite con le più comuni zucche. Ecco spiegato quindi perché la zucca intagliata o decorata con il lumino all’interno è ancora oggi il simbolo più famoso di Halloween. A seguito di questa leggenda, si è sviluppata anche l’usanza di intagliare la zucca con volti mostruosi e inserire una candela all’interno per tenere lontani gli spiriti dei morti. Ad oggi, queste tradizioni originarie di Halloween si sono mantenute nella loro interezza in tantissime parti del mondo: in Australia, Canada, Stati Uniti, Irlanda, Regno Unito e Paesi Scandinavi. L’usanza meramente commerciale, invece, legata alla divulgazione della festa come emulazione, si è diffusa in particolare anche in Germania, Austria, Italia e Paesi Bassi. Dalle feste in costume ai giochi per i bambini, Halloween è diventata più una festività di aggregazione e divertimento: basti pensare al “dolcetto o scherzetto” tanto amato dai bambini, che per una sera all’anno possono girare di casa in casa e fare incetta di dolci di Halloween!

 

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Studiare una lingua straniera: ecco tutti i benefici sul cervello umano

23 Ottobre 2019, Luca Iacobellis

Studiare una lingua straniera:
ecco tutti i benefici sul cervello umano

Un corso di lingua straniera, un periodo di tempo trascorso all’estero a lavorare o a studiare: l’una e l’altra attività hanno dei vantaggi concreti che alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato. Vediamo insieme quali sono i benefici sul cervello umano.

fa bene al cervello imparare una linguaNel 2012 alcuni ricercatori svedesi hanno condotto una ricerca (riportata su ScienceDaily nell’ottobre 2012) su alcune reclute dell’Interpreter Academy delle Forze Armate: mentre ad un gruppo di controllo hanno fatto studiare diverse materie, ad altri hanno permesso di imparare una nuova lingua in tempi relativamente brevi. Cosa è accaduto? Dopo qualche tempo il cervello delle reclute è stato sottoposto ad una risonanza magnetica e si è notato un accrescimento in volume e densità di quelle aree cerebrali dedicate al linguaggio e dell’ippocampo che è invece preposto alla memoria: tale modificazione è stata rilevata solo negli studenti che stavano imparando una lingua straniera. “Anche se non siamo in grado di confrontare tre mesi di studio intensivo di lingua con una vita da bilingue, ciò ci suggerisce che l’apprendimento delle lingue è un buon modo per mantenere il cervello in forma”: queste le parole di Johan Mårtensson, ricercatore in psicologia dell’Università di Lund in Svezia.


Parlare una lingua protegge dall’Alzheimer

Che studiare una lingua straniera abbia benefici sul cervello e quindi sulla salute è stato dimostrato anche da un’ulteriore ricerca condotta presso l’Università di York, in Canada. Pubblicato sul Journal of Psychology and Ageing, tale studio ha dimostrato che imparare, e quindi parlare, una lingua straniera, possa proteggere il cervello da malattie quali la demenza senile ed il morbo di Alzheimer. Sono stati valutati soggetti dai 30 agli 80 anni ed è stato dimostrato infatti che chi parlava almeno due lingue si dimostrava meno propenso all’invecchiamento mentale. Nelle parole del prof. Clive Ballard, direttore della ricerca: “Questa scoperta sostiene la possibilità che l’esposizione in giovane età ad una seconda lingua può in seguito influenzare il processo di sviluppo del cervello.”

imparare una lingua fa bene al cervelloSempre nel 2012 anche la statunitense Northwestern University ha condotto un’altra ricerca scientifica che è stata pubblicata su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences): leggendo l’articolo in questa rivista scientifica potrete scoprire che “gli studenti in grado di parlare almeno due lingue avevano migliore capacità di apprendimento e comprensione dei test, manifestavano maggiore attenzione, erano più veloci nel decodificare le informazioni ricevute e in genere manifestavano maggiore attività cerebrale”. Così asserisce la neuro-scienziata Nina Kraus, responsabile dello studio che ha analizzato due gruppi di studenti, uno dei quali formato da ragazzi che parlavano fluentemente una seconda lingua. La dott.ssa Kraus, insieme all’esperta in bilinguismo Viorica Marian, ha condotto questo studio specialistico sulle regioni subcorticali uditive effettuando un esperimento: di fronte a suoni complessi, con rumore di sottofondo, il gruppo di ragazzi bilingue è riuscito a codificare meglio i suoni a differenza dei ragazzi che parlavano una sola lingua. Ciò ha dimostrato biologicamente che chi parla una lingua straniera ha un vantaggio a livello di attenzione uditiva e quindi maggiore memoria e capacità di attenzione degli altri. Ad un risultato simile è arrivata anche l’University of California di San Diego: in questo caso sono stati studiati gruppi di ultrasessantenni ed è stato dimostrato che coloro che sapevano parlare una lingua straniera presentavano i sintomi della demenza senile e del morbo di Alzheimer molto più tardi degli altri.
 

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Thanksgivin Day: il Ringraziamento in America e Canada

16 Ottobre 2019, Luca Iacobellis

Giorno del Ringraziamento_Macys-parade-1979_BIS

Thanksgiving Day:
la ricorrenza

Lo scorso Lunedì è stato il Thanksgivin Day in Canada, vale a dire la celebre Festa del Ringraziamento nel paese delle foglie d’acero. Non tutti sanno che il giorno del Ringraziamento in America e in Canada è celebrato in giorni e modi differenti, perchè espressione di culture diverse.

Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti la Festa del Ringraziamento è celebrata il IV giovedì di Novembre, e il prossimo Novembre  il Thanksgiving Day sarà celebrato per la 398a volta. La tradizione ricade su questo giorno perchè il presidente Abraham Lincoln dichiarò questo giorno come festivo, nella sua famosa Proclamazione di Ringraziamento del 1863. Grande influenza ebbe sul Presidente Lincoln Sarah Josepha Hale, una delle più importanti donne della storia americana, che gli consigliò di porre una giornata di ringraziamento convinta che questa avrebbe unito il Paese e lo avrebbe riappacificato durante il periodo difficile della Guerra di Secessione. La ricorrenza invece del IV giovedì del mese, cioè la prima volta da quando questa festa divenne periodica, fu istituita il 26 novembre 1941 dal presidente Roosvelt. La Festa del Ringraziamento a New York è particolarmente sentita ed è meta ogni anno di migliaia di spettatori da tutti gli Stati Uniti. La sera prima del Giorno del Ringraziamento è possibile vedere la preparazione della grande parata del giorno seguente, con il gonfiaggio dei palloni giganti in Upper West Side vicino Central Park e nel pomeriggio con la preparazione definitiva della grande parata. 

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Primo mese di Anno all’Estero in Canada

02 Ottobre 2019, Luca Iacobellis

Il bilancio del primo mese di Berenice

Berenice è una exchange student MB che fa parte del gruppo di studenti internazionali in Nova Scotia. Ha appena trascorso il suo primo mese in Canada e ce ne parla in un breve ma significativo messaggio vocale di whasapp. Traspare tutto il suo entusiasmo per quanto fatto in questo primo periodo e la sua voglia di proseguire al meglio la sua esperienza in Nova Scotia.
Leggiamo direttamente dalle sue parole.

Ciao MB! Berenice Zabeo Nova Scotia_02.10 Perdonate il ritardo nel farmi sentire, è passato un po’ di tempo, ma ho avuto il primo periodo di verifiche a scuola e ho avuto veramente avuto tanto da studiare! Il gioco è valso la candela perchè alla fine sono andate tutte bene,  anzi  sono davvero felice perchè ho avuto anche voti più alti di quelli italiani. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo adesso ho il mio secondo raffreddore del mese e quindi nono sono al massimo della forma, però per il resto mi trovo molto bene, la famiglia è fantastica, la adoro, e anche con la scuola mi trovo proprio bene, con gli insegnanti e con i compagni. Dal punto di vista dell’ambiente che mi circonda, dove sto vivendo, mi piace moltissimo, per i suoi colori e le sue atmosfere, e infatti lo consiglio a tutti quelli che vogliono un posto tranquillo, senza la frenesia delle grandi città. 
Oggi è il mio primo mese e sono felicissima, sono felice e orgogliosa per quello che ho fatto sinora e non vedo l ora di continuare la mia esperienza. In questi giorni sto organizzando alcune attività studentesche insieme alla scuola, perchè faccio parte del concilio studentesco, quindi organizziamo la spirit week, i balli, le partite, e tutte le attività scolastiche. Domani ho il mio secondo incontro e sono felicissima. Poi voglio provare rugby e badminton, e stiamo organizzando insieme alla mia coordinatrice – che è super energica! – le attività per halloween e le gite della scuola, con noi ragazzi internazionali, quindi anche lì ho un po’ da fare. Per ora è così, io mi trovo benissimo, e infatti ringrazio voi di MB  perchè questo è proprio il posto giusto per me, non avrei potuto aver di meglio.

Adesso vi saluto e ci sentiamo presto, devo studiare perchè ho un’altra verifica di matematica domani. A presto!

Berenice 

 

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