Perché fare un anno scolastico all’estero: 5 motivi per partire
Maturità internazionale o quarto anno scolastico all’estero? Sei ancora in tempo per partire
Ti appassionano gli scambi culturali e le lingue straniere? Sei stato bocciato e cerchi uno stimolo nuovo per ricominciare? Hai buoni voti alle superiori e vuoi accelerare il tuo accesso all’università? Se hai risposto di sì anche a una sola di queste domande, questo articolo ti darà nuovi spunti per cambiare il tuo percorso scolastico e dare una nuova direzione alla tua vita. Gli anni della scuola superiore, che tu li stia vivendo bene, tra una bella classe di amici, tanto studio e tanto divertimento, o con qualche difficoltà dovuta a professori poco comprensivi, restano comunque un periodo che ricorderai per tutta la vita.
È in questi anni che la mente è più aperta, che si sviluppano le nostre passioni e che abbiamo più voglia di sperimentare cose nuove: vale la pena sfruttarli fino in fondo, essere curiosi e aprirsi alla cultura dell’internazionalità. Non sempre presidi e docenti incoraggiano questa strada. È vero, molte scuole oggi propongono stage linguistici all’estero e scambi culturali con Paesi europei, e le più all’avanguardia organizzano perfino viaggi in Cina o in Russia; altre, invece, restano più chiuse e a volte scoraggiano l’anno scolastico all’estero, convinte che vada a scapito del rendimento.
Eppure i programmi che prevedono la frequenza di un trimestre, un semestre o un intero anno presso una scuola superiore straniera, di solito nel triennio, sono i più formativi: non solo sul piano linguistico, ma anche per l’autonomia personale e per quella cultura internazionale così preziosa per farsi strada, poi, nel mondo del lavoro.
5 motivi per partire per un anno scolastico all’estero
Un investimento per il tuo futuro. Le opportunità che si aprono a chi arriva in quinta superiore con una conoscenza di livello C1 di almeno due lingue straniere sono davvero notevoli. Ecco 5 motivi per pensarci:
- Potrai accedere con facilità ai programmi universitari di scambio Erasmus, che prevedono un semestre o un anno accademico presso un’università straniera: la conoscenza linguistica è infatti uno dei requisiti fondamentali.
- Potrai frequentare facoltà italiane con programmi in lingua inglese.
- Ti verranno riconosciuti crediti universitari per i corsi di lingua straniera, senza dover sostenere l’esame, presentando un certificato Cambridge FCE o TOEFL, facile da ottenere per chi ha trascorso un anno scolastico all’estero.
- Potrai iscriverti a facoltà straniere: con l’inglese si può studiare non solo in Inghilterra, Irlanda o a Malta, ma anche in Danimarca e in tutti i Paesi scandinavi, dove ormai le lezioni sono quasi tutte in lingua inglese e offrono facoltà e specializzazioni innovative che in Italia ancora non esistono. Senza dimenticare l’opzione oltreoceano, in Canada o in Australia, dove i costi universitari non sono elevati come negli Stati Uniti e i percorsi di studio sono dinamici, moderni, legati alla pratica e con sicuro sbocco nel mondo del lavoro.
- Avrai una carta importante da giocare se preferisci iniziare a lavorare subito dopo la maturità: l’anno di studi all’estero ti avrà reso bilingue, un vantaggio competitivo notevole, soprattutto in Italia, dove solo il 10% dei giovani dichiara un livello “avanzato” di inglese, tale da permettere di lavorare in lingua straniera.
Il bilinguismo
Un miraggio che può diventare realtà anche per chi non ha genitori madrelingua straniera.
Ti attirano queste possibilità? Puoi iniziare fin da subito a muoverti in questa direzione, per farti trovare pronto quando arriverà l’occasione. La chiave è l’apprendimento linguistico, che magari ti sembra uno scoglio insormontabile: perché a scuola la prof non ti parla mai in inglese, o perché, pur studiandolo dalle elementari, dopo dieci o undici anni fai ancora fatica a dare due indicazioni a uno straniero per strada.
Esistono tanti programmi adatti alle diverse età per arricchire il tuo percorso scolastico o semplicemente per cambiare aria per un po’: soggiorni studio estivi, Summercamp con ragazzi stranieri, programmi di studio e lavoro all’estero e molto altro.
Anno scolastico all’estero: come funziona
Il modo migliore per imparare davvero una lingua straniera, e per vivere un’esperienza che porterai nel cuore per tutta la vita, è frequentare un trimestre, un semestre o un anno scolastico all’estero.
Come funziona il programma? Prevede la frequenza di un bimestre, trimestre, semestre o intero anno presso una scuola superiore straniera, con pieno riconoscimento degli studi al rientro in Italia. Di solito si svolge in quarta superiore, ma puoi farlo anche prima o dopo, a seconda della disponibilità della tua scuola.
In genere si fa domanda all’inizio della terza superiore, a novembre, per partire ad agosto o settembre dell’anno successivo. Ma se non ci hai pensato per tempo, o hai fatto le selezioni con Intercultura a novembre e non sei stato preso, c’è una bella notizia: puoi ancora partire. Canada, Nuova Zelanda e la più vicina Irlanda offrono programmi che accolgono anche iscrizioni tardive, per 3, 6 o 9 mesi all’estero.
Se invece avevi accantonato l’idea perché la tua scuola si è dichiarata contraria e minaccia la bocciatura al ritorno, esiste un’altra strada: il Baccalaureato Internazionale (IB program). È un corso biennale che puoi frequentare in diversi Paesi del mondo, dai 16-17 anni in poi, al termine del quale ottieni la Maturità Internazionale, che dà accesso a qualsiasi università del mondo, Italia compresa.
Il sistema scolastico all’estero
Il sistema scolastico all’estero, soprattutto nei Paesi anglofoni, è molto più attento alle esigenze dei ragazzi di oggi: propone un’educazione a 360°, con la possibilità di sperimentare percorsi diversi, non legati solo alle materie classiche dei nostri licei. Ci sono corsi di teatro, fotografia e musica, con la possibilità di suonare nell’orchestra della scuola, e corsi che introducono alle tecnologie audio-video, in scuole che mettono a disposizione vere e proprie stazioni radio o televisive dove gli studenti possono sperimentare e mettersi alla prova, guidati dai docenti.
Nei licei del Canada, per esempio, si respira una boccata d’aria fresca e si ha accesso a strutture da noi spesso impensabili, relegate in qualche scantinato o riservate ai pochi studenti che frequentano le rare scuole italiane all’avanguardia.
La normativa sull’anno scolastico all’estero
In Italia il riconoscimento del periodo di studi frequentato all’estero è previsto dal Decreto Legislativo n. 297/94, art. 192 (Testo Unico sulla scuola), dalle successive circolari ministeriali (C.M. n. 181 del 17/3/1997 e C.M. n. 236 dell’8/10/1999), dal D.P.R. 323/98 e dalla nota MIUR n. 843 del 10/04/2013, dedicata alle “linee d’indirizzo sulla mobilità studentesca internazionale individuale”.
Al termine dell’esperienza lo studente rientra in Italia con la pagella (su richiesta tradotta e riconosciuta dal Consolato italiano all’estero) e la presenta al Consiglio di classe, che può decidere di sottoporlo a una prova integrativa nelle materie non studiate all’estero, tenendo però in considerazione il valore complessivo dell’esperienza. Secondo il MIUR, infatti, un periodo di studio o formazione all’estero mette alla prova risorse cognitive, affettive e relazionali e contribuisce a sviluppare competenze trasversali, oltre a quelle legate alle singole discipline.
In ogni caso viene formulata una valutazione globale, che determina l’inserimento in una delle bande di oscillazione del credito scolastico (C.M. 236 dell’ottobre 1999). Il Ministero lascia ampia autonomia alle scuole sulle modalità di riammissione dello studente al rientro. Per questo è importante coinvolgere la propria scuola e i docenti nel progetto prima della partenza e ottenere il loro appoggio, facendo presente il valore del periodo formativo all’estero.
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