TESOL Italia: 40mo Convegno

07 novembre 2015

13 e 14 novembre 2015 a Roma (Polo Didattico, Piazza Oderico da Pordenone, 3): ecco quando e dove si svolgerà la quarantesima Convention Nazionale di TESOL Italia (Teachers of English to Speakers of Other Languages).

Corso di inglese campo estivoMa di cosa si tratta? Cos’è la Convention Nazionale di TESOL Italia? Per esperti del settore della formazione linguistica, il convegno nazionale di aggiornamento e di formazione per insegnanti di lingua inglese nelle scuole di ogni ordine e grado è organizzato da quella che è un’associazione professionale d’insegnanti di lingua inglese fondata nel lontano 1975. Con circa 400 iscritti provenienti per lo più da docenti di scuole statali (dalle elementari all’università), TESOL Italia è affiliata a TESOL International.

E qual è l’obiettivo di TESOL Italia? Come è possibile leggere sul loro sito “è di rendere possibile lo scambio d’idee e di esperienze tra gli insegnanti d’inglese come lingua straniera in qualsiasi ambito essi operino”, creando così “opportunità di aggiornamento e di ricerca per favorire la riflessione degli insegnanti sul processo insegnamento-apprendimento e una loro partecipazione attiva alla crescita professionale.” Appuntamento allora al 13 e 14 novembre per una due giorni alla quale parteciperanno esperti nazionali e internazionali nel campo dell’insegnamento della lingua inglese. Tra conferenze, laboratori e tavole rotonde, il 40mo Convegno Nazionale TESOL Italia (riconosciuto inoltre ufficialmente dal MIUR come aggiornamento) è un’opportunità incomparabile per gli insegnati al fine di conoscere le nuove proposte di programmi di studio all’estero o le novità editoriali del ramo. Se fate parte di questa categoria non lasciatevi sfuggire allora questa ottima occasione per tornare nelle vostre classi con nuove idee e progetti per i vostri studenti.

mbscambiE a questo importante evento anche MB Scambi Culturali contribuirà non solo come espositore, ma soprattutto sostenendo l’intervento della dott.ssa Maria Vender, assegnista di Ricerca per il Progetto AThEME presso l’Università degli Studi di Verona (Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica). Nel suo intervento, dal titolo “Foreign Language Learning and Developmental Dyslexia”, la dott.ssa Vender si occuperà appunto dell’importanza della conoscenza di una lingua straniera per studenti colpiti da dislessia. Per entrare nel dettaglio noi di MB Scambi Culturali abbiamo chiesto proprio a lei di fornirci qualche spiegazione al riguardo:

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia e riguardano rispettivamente l’apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo. Si stima che in Italia i DSA colpiscano il 3-5% della popolazione: ciò significa che in una classe di venti bambini ci sarà, con ogni probabilità, almeno un bambino dislessico. Fra i DSA, la dislessia è senz’altro quello più noto e più studiato; può essere definita come una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. In associazione a questa problematica, possono esserci anche difficoltà linguistiche a vari livelli, difficoltà cognitive in termini di memoria di lavoro e funzioni esecutive e difficoltà motorie.

L’apprendimento delle lingue straniere può risultare particolarmente complesso per il dislessico, che vede aggiungersi alle sue difficoltà anche la complicazione del doversi rapportare con un altro sistema linguistico. Nell’insieme, queste difficoltà possono far crescere nel dislessico un senso di frustrazione e di rabbia, sia nei confronti dei compagni, che portano a termine il loro compito con minor sforzo e migliori risultati, che nei confronti di genitori ed insegnanti, che sembrano non capire le sue difficoltà, accusandolo piuttosto di pigrizia e scarso impegno. Di conseguenza, la sua autostima tende a scendere, così come la fiducia in se stesso e, naturalmente, anche l’amore verso la scuola e lo studio in generale. Tuttavia, occorre ricordare che la dislessia non ha nulla a che vedere con l’intelligenza: il dislessico ha un quoziente intellettivo nella media o addirittura superiore alla media, e ha spesso un’ottima memoria visiva e fotografica che può aiutarlo a compensare le proprie difficoltà. Essere dislessici, infatti, non significa affatto essere incapaci di imparare, ma piuttosto aver bisogno di un modo diverso per apprendere, che sfrutti i propri punti di forza e che soprattutto possa ridare al bambino la fiducia in se stesso, la curiosità e l’amore per la conoscenza in tutti i suoi aspetti. Anche l’apprendimento di una lingua straniera risulta pertanto essere non solo possibile, ma auspicabile, per i vari benefici socio-culturali e cognitivi che esso tipicamente comporta.

Chiunque fosse interessate può visitare la pagina dedicata alla Convention 2015 e, da lì, scoprire le tante attività che TESOL Italia svolge continuamente per contribuire allo sviluppo di competenze di coloro che si occupano dell’insegnamento della lingua inglese.

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