Storia di un’italiana a Londra

30 marzo 2017

Anna Rizzardi, vacanza studio a LondraAnna è una giovane studentessa padovana. L’anno scorso ha vinto la borsa di studio che abbiamo promosso in collaborazione con Rotary Padova per un soggiorno linguistico all’estero ed è partita per Londra per due settimane.

Questa è stata la sua esperienza nella capitale inglese: 

“Domenica 19 giugno atterro all’aeroporto di Heathrow (con partenza da Milano Linate) e la prima persona ad accogliermi è un tassista spagnolo che mi accompagna a casa di Paul e Linda ad Isleworth; la loro – e per queste due settimane la mia – è una tipica casa inglese: giardinetto, moquette, 4 gatti, un po’ di disordine e tazze di tè lasciate qua e là. 

Paul fin dalla prima sera si diletta in cucina e mi ha preparato un’ottima cena, sfatando lo stereotipo secondo il quale gli inglesi mangiano “junk food”.

Lunedì mattina arrivo nella scuola che frequenterò per le prossime due settimane, a Twickenham

Lo staff è molto cordiale e la struttura accogliente, le pareti sono ricoperte di bacheche con brochure, proposte, informazioni utili ecc.

Mi inseriscono nella classe di Garen, un giovane professore di origine scozzese, ci sono altri tre ragazzi poco più grandi di me, due italiani e una ceca. 

Mi guardo un po’ intorno e stringo subito amicizia con Carmen e, ahimè, con i ragazzi italiani. Andiamo insieme a pranzo al “munch box”, facciamo una passeggiata per Twickenham e mi fanno da ciceroni mostrandomi le cose più interessanti (lo stadio di rugby, la stazione, la chiesa, la farmacia, il fiume, “paundland” – tutto a 1£!) 

La prima settimana passa così: alla mattina lezione, che consiste nel guardare video, conversare, fare dei cruciverba (il tutto in inglese) e pranzo al “munch box” dove ormai la minuscola thailandese che spunta da dietro il bancone sa già che toast prendiamo. Il pomeriggio prendiamo il treno per andare a Londra e visitiamo Camden Town, la National Gallery a Trafalgar Square, King’s Cross (la stazione di Harry Potter), Oxford Street e Piccadilly Circus. A questi pomeriggi di caos metropolitano alterniamo pomeriggi tranquilli al parco di Twickenham, dove i ragazzi fanno due tiri a pallone mentre le ragazze chiacchierano su una panchina; un pomeriggio ci siamo organizzati anche per andare in piscina. La sera si passa tranquilla in famiglia, guardando “masterchef” o al pub con gli altri ragazzi della scuola. Sabato e domenica sono liberi e così io, Pietro, Elia, Carmen e altri ragazzi brasiliani ci mettiamo d’accordo per andare a Londra a visitare il British Museum passando per China Town e Leicester Square (e per il Gay Pride!), la sera invece ci ritroviamo al pub a tifare l’Italia agli europei di calcio.

 

Corsi d'inglese in Inghilterra

 

Lunedì ricominciamo le lezioni con una nuova insegnante, Ella, che imposta le lezioni facendoci discutere su temi di attualità: la Brexit, gli attentati, l’immigrazione…

In questa seconda settimana io e Pietro scopriamo che in un’aula c’è una chitarra e, sebbene nessuno dei due sappia suonarla, ci divertiamo a tenerla in mano e canticchiare. Nel frattempo a scuola arriva una ragazza turca, Gizem, che si aggiunge al nostro gruppetto, con lei andiamo a visitare Westminster, Buckingham Palace, Southbank e la Tate Modern. Giovedì io, Carmen e Gizem ci diamo a uno shopping pazzo a Oxford Street e venerdì, poiché è una delle ultime sere per molti studenti della scuola che poi tornano a casa (tra cui anch’io), festeggiamo nell’appartamento di Nadine, mangiando la pizza cucinata da noi. Sabato preparo la valigia, compro gli ultimi regali e saluto i miei amici e domenica alle 5 di mattina viene a prendermi a casa una BMW nera per portarmi in aeroporto.

corso d'inglese a Londra Queste due settimane sono volate, è stata un’ottima opportunità per migliorare il mio inglese, rivedere Londra, conoscere la cultura britannica più da vicino, vivendo con una famiglia inglese, e conoscere nuove persone da ogni parte del mondo. Sento già la mancanza della mia cameretta, del cibo indiano che mi preparava Paul, dell’autobus 267 che dovevo prendere ogni giorno, del caos londinese, dell’aria multiculturale che si respirava, del “good morning” di Emily e del “lovely people” di Garen, dell’accento slavo di Kate, della pioggerellina incessante, del rumore assordante del pub, delle chiacchiere nei corridoi della scuola, ma soprattutto di tutte le persone che ho conosciuto, da quelle con le quali ho potuto scambiare solo due parole a quelle con cui ho passato quasi tutti i pomeriggi.

E’ stata un’esperienza che di sicuro mi ricorderò per molto tempo!”

Anna Rizzardi

 

 

 

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