Marta, un anno di scuola all’estero

02 ottobre 2015

È la volta di Marta Pasqualini. Dopo Giulia tocca a lei raccontarci cosa significa vivere un anno scolastico all’estero. Tra paure, dubbi e grandi soddisfazioni, ecco le parole di un’altra studentessa che si è affidata ad MB Scambi Culturali per regalarsi una delle esperienze più formative che chiunque possa fare. Buona lettura.

Anno scolastico a Phoenix, in ArizonaQual è stata la tua destinazione? Quanto tempo hai passato all’estero?

Ho vissuto sei mesi a Phoenix, in Arizona.

In cosa consisteva il tuo viaggio?

Da anni sognavo di frequentare il quarto anno di liceo negli Stati Uniti.

Dove hai alloggiato? Ti è piaciuta la città?

Vivevo con una famiglia in una casa stupenda, spaziosa e con la piscina in giardino. Phoenix è una capitale prettamente americana: stadi per ogni tipo di sport, strade ampie e deserto non appena finiva la città. Un posto completamente diverso dall’Italia che ho avuto l’onore di visitare!

Com’era la tua giornata tipo?

Sveglia alle 6, alle 7.20 iniziavano le lezioni fino alle 14: matematica, ceramica, digital media, inglese, economia e spagnolo. Dopo scuola amici o allenamento e, dopo una super nuotata nella piscina di casa, io e le mie sorelle facevamo i compiti insieme. Cena, football in tv e a letto!

Come descriveresti la tua esperienza in una host family?

Ho vissuto in una famiglia con tre figli stupendi. Mi sono legata particolarmente con le due sorelle più piccole, che mi mancano da morire. Stare in una famiglia è la scelta più bella che potessi fare perché puoi immergerti in un nuovo mondo potendo comunque essere te stessa e avendo sin da subito persone che, pur non conoscendoti ancora bene, farebbero di tutto pur di renderti felice e spensierata.

Che paure avevi prima di partire?

Pensavo di non essere all’altezza della situazione, di non capire nulla a scuola, di non piacere alla host family o di dare una brutta impressione alle persone tanto da non farmi amici o non trovarmi bene. Avevo anche paura di sentire troppo la mancanza delle persone importanti che dovevo lasciare in Italia e di perdere i contatti con loro a causa del fuso orario e della distanza che ci avrebbe fatto crescere in contesti completamente diversi.

Come le hai superate?

Le ho superate vivendo, semplicemente! Ho vissuto un’emozione alla volta: l’assorbivo e la facevo dominare in me tanto da godermi a pieno ogni cosa possibile, dalla nostalgia alla serenità più totale. Ho superato i miei mille dubbi credendo in me stessa e sorprendendomi giorno dopo giorno di quanto ero forte nel vivere la mia vita. Ho vissuto davvero, per la prima volta, la mia vita e, essendone ammaliata, sono riuscita ad andare avanti nonostante gli ostacoli.

Che cosa hai provato quando sei arrivata?

Ero molto tesa ed emozionata. Volevo fare una buona prima impressione alla mia famiglia ospitante nonostante le infinite ore di aereo. Appena conosciuta la famiglia ho iniziato a rilassarmi ed a lasciarmi andare.

familyCome è stato vivere lontani dalla propria famiglia e dai propri amici?

Devastante e fenomenale allo stesso tempo. C’erano momenti della giornata in cui l’unica cosa che desideravo era un abbraccio di mia mamma, mentre in altri momenti mi sentivo libera e indipendente e avrei voluto che quel sentimento non svanisse mai.

Quale è stato il vantaggio più grande che hai tratto da questa esperienza?

Rendere il mio sogno realtà. Più di tutto quest’esperienza mi ha fatto capire chi sono realmente, cosa mi piace fare e come voglio vivere la mia vita. Ho imparato a vivere bene con me stessa, affrontando e accettando con il sorriso le mie insicurezze.

Dal punto di vista linguistico hai ottenuto vantaggi pratici ed evidenti?

Prima di partire per gli Stati Uniti l’inglese non lo parlavo molto bene (a malapena prendevo 7 nelle interrogazioni) ma grazie ai sei mesi passati in America i voti scolastici sono cresciuti a dismisura e, ovviamente, mi è utile in vari contesti.

Dal punto di vista scolastico hai invece riscontrato miglioramenti? E da quello personale?

In inglese ho sicuramente migliorato il mio voto scolastico, così come nelle altre materie. Vivere all’estero mi ha reso cosciente del dovere che ho essendo studentessa: dopo essere tornata in Italia ho preso ancora più seriamente la scuola avendo risultati soddisfacenti che mi hanno anche aiutato a livello personale credendo di più in me stessa.

Quale è stata l’esperienza più bella?

Per il Thanksgiving sono andata in Utah con una mia amica e la sua famiglia. Abbiamo scalato le montagne, fatto il bagno vicino ad una cascata e visto paesaggi favolosi che non pensavo neanche esistessero.

Hai conosciuto persone nuove? Sei ancora in contatto con loro?

Ho fatto amicizia con tanti ragazzi della mia età, alcuni dei quali sono felice di poterli reputare veri amici. Ogni tanto mi sento su Skype con due ragazze, e per le feste ci mandiamo foto ricordo e “americanate” varie!

E quando sei tornata a casa cosa hai provato?

Ero allo stesso tempo triste e felice. Avevo definitivamente lasciato il paese dei miei sogni e lì una nuova famiglia e dei nuovi amici con i quali avevo passato momenti indimenticabili. Contemporaneamente però non vedevo l’ora di riabbracciare la mia famiglia e rivedere la mia città. Nei giorni successivi non riuscivo a capire se il viaggio in America fosse stato davvero reale o un lungo sogno durato 6 mesi.

Cosa pensi di MB Scambi Culturali?

La ragazza che mi ha seguito nel mio percorso è stata di fondamentale importanza. Ho stretto con lei un legame di puro e vero rispetto reciproco che ci ha permesso di parlare di qualunque cosa, dalle mie paure ai miei desideri, tanto da farmi sentire sempre ascoltata e appoggiata nelle mie scelte.

MB Scambi Culturali è riuscito a soddisfare le tue esigenze?

Sì, facendomi sentire a casa.

Ha qualche suggerimento per migliorare l’offerta formativa di MB Scambi Culturali?

Continuare così e mandare all’estero più ragazzi possibile, è un bene sia per l’agenzia che per il viaggiatore!

anno-scolastico-allestero-2Com’è stato il tuo rapporto con il local coordinator?

La mia tutor era molto dolce e organizzava gli incontri in posti sempre diversi, cosi da farci visitare luoghi a noi sconosciuti e contemporaneamente parlare di come stava evolvendo la nostra esperienza. In ogni momento di difficoltà si è dimostrata presente e attenta nel consigliarmi.

Cosa avresti cambiato nel programma del tuo viaggio?

Credo nulla, tutto mi è sembrato organizzato nel modo più adeguato.

Come pensi si possano migliorare le attività programmate?

Penso si possano organizzare incontri con ragazzi che hanno già frequentato l’anno scolastico all’estero per fare in modo che il futuro studente possa avere un confronto diretto con ciò che sta per intraprendere. Si potrebbe dare a questi futuri studenti qualche contatto di ragazzi in modo da farli sentire più preparati nel momento della partenza.

Cosa pensi dei docenti che ti hanno seguita?

Nemmeno un difetto: cordiali, gentili, solari e coscienti delle possibili difficoltà che una ragazza di 17 anni può riscontrare.

Com’è cambiata la tua vita dopo questa esperienza?

Benissimo. Vivere lontano da casa ha stravolto il mio modo di vivere e di pensare. Sono più aperta ai cambiamenti, più decisa nell’affrontare le difficoltà; mi godo molto di più i momenti felici con le persone che mi stanno intorno e ho imparato cosa significa vivere bene con se stessi.

Se tornassi indietro rifaresti la stessa scelta?

Senza dubbio! Magari avrei addirittura cercato un college in America per proseguire là gli studi.

È un’esperienza che consiglieresti?

Assolutamente. A mio parere serve grande determinazione e voglia di affrontare situazioni nuove e inaspettate. È necessario sapere che è di forte impatto non vedere i propri cari per molto tempo ma ne vale davvero la pena, lo ripeterò sempre.

Come pensi che questa tua esperienza influenzerà il tuo futuro? Studierai, lavorerai all’estero o altro?

Ho amato così tanto la mia esperienza che mi sto organizzando per studiare qualche mese in Canada e successivamente provare a vincere una borsa di studio per frequentare l’università negli Stati Uniti. Per di più, il mio attuale corso di laurea ha a che fare con la diplomazia e gli affari internazionali, argomenti che hanno iniziato a interessarmi da quando ho scoperto cosa vuol dire viaggiare.

Come ti vedi fra 10 anni?

Con una bella famiglia a carico e un lavoro che mi piace. Non saprei dire se immagino la mia vita più negli Stati Uniti o in Australia; sicuramente cambierò più di una volta la meta fino a quando non mi sentirò definitivamente a casa.

Dai un voto da 1 a 10 a questa esperienza.

10, nonostante le difficoltà che una ragazza di 17 anni può avere essendo a 9mila km da casa.

 

Scopri di più sull’anno scolastico all’estero negli Stati Uniti:

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