Per un trimestre, un semestre o un anno scolastico in Spagna non serve un visto: la Spagna fa parte dell’Unione europea e per i cittadini italiani vale la libera circolazione. Servono però un documento valido, la tessera sanitaria europea e un’assicurazione di responsabilità civile. Qui trovi il quadro generale: le regole vanno sempre controllate su viaggiaresicuri.it, il sito del Ministero degli Esteri.
Documenti per entrare e restare in Spagna
Per entrare in Spagna basta il passaporto o la carta d’identità elettronica (CIE) valida per l’espatrio, purché sia valida per tutta la durata del soggiorno. Le carte d’identità cartacee non valgono più dal 3 agosto 2026, e la ricevuta della richiesta di CIE non si può usare per viaggiare all’estero.
Per i soggiorni più lunghi di tre mesi la legge spagnola chiede ai cittadini dell’Unione l’iscrizione al Registro Central de Extranjeros, all’ufficio stranieri o al commissariato di polizia della provincia. Chiedi a MB e all’organizzazione spagnola se e come farla nel tuo caso.
Assicurazione medica e responsabilità civile
Per le cure si usa la tessera europea di assicurazione malattia (TEAM), che in Italia è il retro della tessera sanitaria. Dà diritto alle cure necessarie e urgenti nelle strutture pubbliche o convenzionate, alle stesse condizioni degli spagnoli: resta a carico tuo solo l’eventuale ticket.
La TEAM non vale nelle strutture private non convenzionate e non copre il rientro in Italia: per questo il Ministero degli Esteri consiglia anche una polizza per le spese mediche e il rimpatrio sanitario.
Le organizzazioni spagnole chiedono la TEAM o, in Andalusia, in alternativa una polizza sanitaria privata con il certificato in spagnolo. L’assicurazione di responsabilità civile è obbligatoria in entrambi i programmi e non è compresa nelle quote, come la copertura per gli infortuni.
Il diploma spagnolo e l’università
Per rientrare nella scuola italiana il diploma spagnolo non serve: conta la pagella. Il título de Bachiller si ottiene superando tutte le materie dei due anni di Bachillerato. Si può chiedere di frequentare in Spagna il secondo anno e conseguire il diploma: servono la convalida degli studi italiani da parte del ministero spagnolo e l’assenso dell’organizzazione spagnola, che ne valuta la fattibilità.
Sono fondamentali un ottimo andamento scolastico, un buon livello di spagnolo scritto e orale e una motivazione valida: il rilascio non può essere garantito. La nota ministeriale 843 ritiene opportuno escludere l’ultimo anno delle superiori, quindi chi ci pensa ne parla prima con MB e con la scuola italiana.
Con il título de Bachiller, per entrare all’università spagnola si deve superare la prova di accesso (PAU), la vecchia Selectividad. Per un’università italiana, invece, la valutazione del titolo spetta all’università stessa, che può chiedere il diploma tradotto e con l’Apostille e una dichiarazione di valore della rappresentanza italiana in Spagna o un attestato del CIMEA. Conviene informarsi in anticipo presso la segreteria dell’università in cui ti vuoi iscrivere.
Visite dei familiari
Le organizzazioni spagnole sconsigliano le visite dei familiari durante il programma, se non nell’ultimo mese di permanenza, per favorire l’inserimento dello studente il prima possibile ed evitare nostalgia o difficoltà di adattamento. In Andalusia una visita prima dell’ultimo mese comporta una penale. Ogni visita, e ogni viaggio fuori dal programma, va concordato prima con l’organizzazione.
Quote e condizioni
I programmi sono passibili di aggiornamento come da condizioni generali. Per gli extra, come volo, assicurazioni, libri, trasporti e, in Andalusia, il campo di orientamento, vedi la scheda di ogni programma e la sezione «Le quote comprendono/non comprendono» nel menu di questa pagina.
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